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“Mi presento, lo presento e li presento.”

Andiamo in ordine.

“Siamo in tre. Io mi chiamo Gloria, lui si chiama Nonno Attilio e questi capi d’abbigliamento sono ciò che unirà noi due e tutti voi da oggi in poi.”

ATTIL.io VIRGIN.ORIGINAL.VINTAGE. Parlaci del nome di questo tuo progetto.

“Nel nome c’è la chiave. Mio nonno Attilio ed io. Uniti. Vi proponiamo i nostri capi VINTAGE, ORIGINALI e mai venduti, VERGINI.” 

Mi spiega Gloria. 

“Sono anni che penso a questo progetto e anni che rimando. Rimandare è giusto quando senti che non è il momento.” 

Sorride e sento che sta per raccontarmi una bella storia. 

“Strano no? Se penso al mio futuro mi vedo completamente immersa nel passato, tra l’altro in un passato che io non ho vissuto in prima persona, o per lo meno non tutto e non con coscienza. L’8 ottobre 1946 mio Nonno diede vita a una delle mercerie oggi considerate storiche a Parma, ancora attiva perchè mio padre, all’età di 72 anni non molla la presa e continua a trattare il negozio come un figlio, mi correggo, come un padre.  Nasce come minuteria alla fine degli anni 40, arriva ad essere anche teleria e maglieria nei primi anni 60 e nei successivi cinquant’anni cresce e si afferma come negozio d’abbigliamento e intimo per uomo donna e bambino. Acquista da case di moda italiane ed europee. La qualità è da sempre l’alleato numero uno che tutt’oggi combatte al fianco della famiglia. Negli anni 90 diventa uno dei primi rivenditori Levi’s della città e porta avanti un discorso jeanseria che vanta nel suo campionario nomi come Levi’s, Wrangler, Lee, Roy Rogers, Carrera e altre case denim meno note. Quest’anno compiamo 73 anni. Settantatre. In un momento drammatico per le piccole imprese, pensare di spegnere 73 candeline non è male. Questo mi rende orgogliosa di mio nonno, delle sue visioni, della persona che era  e di quello che da zero ha creato e mi rende orgogliosa di mio padre che ha saputo portare avanti attività e ideali senza mai piegarsi davanti alle difficoltà che oggi sembrano affossare anche il più temerario tra gli imprenditori. Poi ci sono io, nata e cresciuta in bottega, che dopo aver preso altre strade, mi sono resa conto che, non solo il mondo è tondo, ma che a 32 anni mi trovo in mano un puzzle iniziato, continuato ma non completo e mi sveglio la mattina con la voglia di scoprire se posso essere in grado, a mio modo, di trovare i pezzi mancanti, finirlo e urlare “ce l’abbiamo fatta!”. 

Quindi il tuo progetto in cosa consiste?

“Il mio progetto consiste nel recupero e nella vendita di tutti i nostri capi invenduti negli anni. E’ una selezione graduata delle rimanenze di magazzino. Mi muovo all’interno di un arco temporale che va dagli anni ’60 agli anni ’90. Vado a mostrarvi il vintage di qualità che mi sono trovata in casa e che non è mai stato venduto. Il mio catalogo online www.attiliovintage.com è il mio modo di unire ieri con domani tramite il metodo che io oggi ritengo vincente e più vicino al mio mondo.”

Sarai presente solo sul web o ci sarà la possibilità di un contatto con i capi che proponi, con te e la tua storia?

“Non mancheranno le fiere di settore. A ottobre posso già dire che ci troverete al Forlì Vintage, un importante evento per quanto riguarda la moda di questo settore. Comunque l’idea nasce e si sta progettando su un e-commerce, ma mi rendo conto che la possibilità di vedere e di toccare con mano ciò che viene proposto potrebbe farmi optare per creare uno spazio espositivo fisico.  Anche perchè, essendo il catalogo molto ampio, prezzi e oggetti variano. Le taglie di ieri non corrispondono a quelle di oggi e anche se io cerco di riportare nel dettaglio ogni informazione utile, potrebbe sfuggirmi qualcosa e all’interno del sito c’è lo spazio dedicato ad ogni domanda, a partire da una curiosità su un capo in particolare ad arrivare alla possibilità di un noleggio. Quando il capo è danneggiato ma facilmente riparabile, nella descrizione viene riportato. Senza avere un negozio fisico cerco di mettere il visitatore di Attil.io nelle miglior condizioni per potere avere un’idea precisa di quello che sta acquistando.”

Ci metti molto di te stessa in questo progetto, vero?

“Ci provo. L’entusiasmo e il cercar di essere all’altezza di chi mi ha preceduto e di chi mi affianca ora, pur consapevole di tutti i miei limiti, c’è. E’ il momento giusto per ridare luce a ciò che il tempo sembrava aver cancellato. Sono le mie radici e io ho scavato nel vero senso della parola per ritrovarle. Chi avrebbe mai pensato che il mio oro fosse polvere? Quando cerco nelle cantine, più le mie mani sono nere, più il mio cuore brilla. Sottolineo e non mi stanco di dire che sono capi mai acquistati, mai usati e la maggior parte ha il tag originale e il prezzo marcato in vecchie lire. Non vi sto proponendo solo capi vintage. Vi sto proponendo di dare una possibilità a tutti quei capi che nessuno ha mai scelto. Anche loro meritano un primo amore. Io li vedo così.. in attesa del primo che li scelga. Mi piace il romanticismo di questa immagine. Io li aiuto solo ad avere il coraggio di farsi vedere. Mi sento un pò la fata Turchina della situazione. Loro troveranno tra di voi principi e principesse, io farò in modo di presentarveli nel migliore dei modi.”

Molto romantica la tua visione. E con che criterio li selezioni?

“Sono capi che io ritengo pronti per affrontare il mondo di oggi. Ma il mio metodo iniziale non ha funzionato. Cercavo di seguire un iter preciso ma non è possibile. Ogni volta che mi concentravo sui jeans da donna, da sopra uno scaffale spuntava un cardigan da uomo che mi distraeva, sembrava mi sussurrasse “scegli me.. scegli me” e io rapita dirottavo sui cardigan da uomo, ma dopo dieci minuti se il mio occhio cadeva su una camicia a quadri da donna succedeva la stessa cosa.. Selezionare i primi capi è stato difficile. Dietro ogni angolo, dentro ogni scatola, sotto ad ogni busta c’è un tesoro. Un tesoro che piano piano porterò alla luce. Alcuni riportano cicatrici del tempo, altri hanno perso l’etichetta in chissà quale anno, altri ancora profumano di “ieri” e hanno macchie di polvere. Ma sono splendidi, unici e attuali. Cerco di basarmi sulle tendenze  di oggi, ciò che piace, sul mio gusto personale, sull’oggettivo valore di un capo, sull’unicità del prodotto, sul suo stato.. Tanti parametri che mi portano a dire “tu vieni con me, ti sistemo io splendore!” . Quante volte avete sentito la frase “non c’è più la qualità di una volta!”? Io ce l’ho. Loro ce l’hanno. E forse dovevano passare 50 anni prima che qualcuno potesse riconoscerne il vero valore. “

E quindi oggi è arrivato il loro momento. E tu sei pronta a farci entrare nelle cantine del nonno Attilio.

“Si, certamente. Sono pronta. Nessuno di noi si era dimenticato che fossero lì e a un certo punto, l’errore di non dare più una possibilità a ognuno di loro è stato ciò che oggi mi ha portata a scegliere di dedicarmici completamente e in prima persona. Come un iceberg, ciò che si vede è la punta.. Come un albero, ciò che si vede sono tronco e rami. Sotto.. è sotto la magia. Magia che ho sempre avuto davanti agli occhi e che solo ora ho affrontato e deciso di condividere con voi. Confesso. Ho sempre rimproverato mio padre per aver tenuto ogni capo e non aver mai pensato di liberarsene e fare spazio al nuovo. Oggi non passa giorno senza che io lo ringrazi per averlo fatto. E’ come se sentissi l’esigenza di salutarli e di trascorrere un po di tempo con ognuno di loro prima di lasciarli liberi. 

Questo era il mondo di mio nonno Attilio e oggi mi ha dato il benvenuto. Ora è il nostro e lo diamo a voi. 

BENVENUTI IN ATTIL.IO.. dove il passato si ferma, ti chiede “vuoi essere il primo?” e se accetti sarà tuo per sempre.